Appunti in rete

Difficile costruire un percorso strutturato quando saperi e competenze si incrociano, nel web e nella vita. Turismo, comunicazione, web 2.0, social network, vita pubblica ed amministrativa sono alcuni dei temi di questi appunti istantanei per i quali non ho scelto la forma - più impegnativa del blog - ma quella più immediata e felicemente destrutturata del tumblelog. Un modo per condividere creazioni, scoperte, esperienze, anche senza commentarle. Alcuni post sono ripresi da altri miei siti per cui non prestate troppa attenzione alla data. I principali temi affrontati:
  1. La mia agenda: incontri e convegni
  2. Turismo
  3. Comunicazione
  4. Web 2.0
  5. Ornavasso
  6. Società e impegno civile
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Preoccupa il centralismo dello Stato che espropria i comuni e fa pagare un conto salato ai cittadini, senza toccare i veri responsabili della crisi: ne parlo nel mio articolo di presentazione della newsletter del comune di Ornavasso del mese di Aprile 2012 

L’introduzione a livello governativo dell’I.M.U. – l’imposta municipale unica - sta creando non poche difficoltà e preoccupazioni, sia ai comuni, che dovranno trasferire allo Stato la metà del gettito derivante dall’applicazione delle aliquote base, sia ai cittadini, per l’aumento della pressione fiscale e per il calcolo del nuovo tributo. A tale scopo il comune di Ornavasso informa che  per agevolare i cittadini nel calcolo del nuovo tributo, evitando errori o dichiarazioni sbagliate, a partire dal mese di maggio attiverà uno sportello per assistere i cittadini nella compilazione della dichiarazione I.M.U. il cui pagamento andrà effettuato nel mese di giugno. Le modalità di accesso a questo sportello saranno comunicate nel corso del mese di aprile mediante avvisi pubblici. Cercare di supportare i cittadini negli adempimenti burocratici è purtroppo tra le poche cose che come comune possiamo fare. Non nascondo una certa insofferenza per il modo in cui il Governo centrale di Roma sta espropriando i comuni e i territori di ogni possibilità di intervento, costringendoli a diventare esattori di uno Stato centrale che fa chiedere sempre più soldi ai cittadini da parte dei comuni e poi si trattiene a livello centrale gran parte delle risorse, riducendo gli stanziamenti per gli enti locali, l’assistenza, gli investimenti. I comuni che sono tra le istituzioni più vicine ai cittadini hanno sempre meno autonomia di intervento, sia sul proprio territorio (pensiamo ad esempio agli interventi di AIPO sul fiume Toce, di Terna per gli elettrodotti, di Snam per i metanodotti), sia nella regolamentazione delle attività  commerciali (liberalizzazioni, orari, licenze etc.), sia nella gestione di alcuni servizi (acquedotti – dove fortunatamente abbiamo costituito la Comuni Riuniti – rifiuti, servizi sociali etc…). Lo stesso accade ai cittadini, basti pensare ai controlli sull’utilizzo del denaro contante o all’obbligo per i pensionati di aprire un conto corrente (davvero gratuito per quanto?). L’impressione è che il difficile momento economico sia l’occasione per introdurre un forte centralismo, soffocando i principi di federalismo e sussidiarietà (non per nulla stanno penalizzando anche il terzo settore e il volontariato) per impadronirsi dei beni dei comuni (acqua, energia, territorio), facendo pagare il conto sempre più salato ai lavoratori, ai pensionati, ai piccoli proprietari, agli artigiani e alle piccole imprese, da sempre il motore di un’economia entrata in crisi per colpa di chi ora sembra volerla curare.

IL SINDACO
Antonio Longo Dorni

La velocità delle trasformazioni e del cambiamento è cifra della società attuale.
Un mutamento che coinvolge il sociale, le forme della rappresentanza e della partecipazione, il lavoro ed il volontariato. Abbiamo più volte sollecitato l’adesione a modelli sociali, economici e di welfare alternativi a quelli dominanti, modelli che purtroppo faticano ad affermarsi, anche nelle scelte governative attuali.
Riemerge puntualmente la tendenza a considerare lo Stato unico erogatore di servizi, lo Stato centrale padrone che spesso toglie, e ogni tanto “benevolmente” concede, qualcosa al mondo del Terzo Settore, considerato accessorio rispetto al welfare, all’economia, ai servizi alla persona…
Il Terzo settore merita invece un pieno riconoscimento quale modello anche economico alternativo all’attuale, che sta dimostrando tutte le proprie inadeguatezze e fragilità.
E’ fondamentale dunque un’azione di sensibilizzazione ed informazione sul ruolo che il mondo del volontariato ha svolto e può assumere nella nostra società, anche a livello provinciale, dove numerose sono le realtà che operano per rispondere ai bisogni dell’uomo, e non solo alle necessità materiali.
Il Filo di Arianna, e le altre iniziative di comunicazione del Centro Servizi Volontariato “Solidarietà e Sussidiarietà” della Provincia del Verbano Cusio Ossola, è nato per questo e a partire da questo numero si trasforma, diventando sempre più “social”e aperto alla collaborazione delle associazioni, degli enti, dei cittadini.
Per farlo utilizza uno strumento – la rete internet – che raggiunge ormai gran parte della nostra popolazione e facilita, attraverso anche i social network, la condivisione e la diffusione delle informazioni.
Al formato cartaceo si sostituisce, da questo numero, la versione digitale in ebook della nostra rivista, con più spazio ai contenuti, più tempestività nell’informazione e apertura ad una rete distributiva più ampia, anche attraverso il sito www.csvss.org, la nostra newsletter informativa, l’integrazione con i social network.
Il viaggio continua, con nuovi mezzi, ma con le medesime finalità ed un rinnovato entusiasmo. Salite a bordo!
L’ebook del Filo di Arianna lo trovi qui.

Segnalo questa iniziativa, alla quale parteciperò anche come relatore, rivolta alla conoscenza dei nuovi canali di comunicazione, dal web ai social network, rivolta alle associazioni di volontariato e non solo…

Il corso COMUNICARE IL SOCIALE.LAB organizzato dal CSV territoriale è un percorso dedicato ai volontari delle associazioni e si sviluppa in due ore. I volontari intraprenderanno un viaggio nella comunicazione sociale ove momenti teorici e specificamente operativi serviranno ad introdurre o a riscoprire le opportunità dei servizi proposti dall’area comunicazione del CSV.
Chiusura iscrizioni: 27 marzo 2012
Prima lezione: martedì 17 aprile 2012 alle ore 20:30.
In base al numero di adesioni verrà inviato un calendario definitivo.
Docenti: Antonio Longo Dorni, Dania Bacchetta, Tiziana Scaciga
Sede del corso: in base alle adesioni che perverranno, il corso si terrà nelle sedi del CSV Solidarietà e Sussidiarietà di Domodossola, Verbania e Omegna.
Partecipanti: massimo 15 allievi per lezione.
Maggiori informazioni: www.csvss.org
Numero verde 800 171 999
Per iscriversi: compilare il modulo online e inviarlo via fax 0324 - 227764 o via mail all’indirizzofilodiarianna@csvss.org.


Bel libro sui futuri orizzonti e sul ruolo che giocherà la tecnologia nei prossimi 15 anni…

Il 2030 sara’ una data chiave per il futuro dell’umanita’, l’anno in cui ‘la tempesta perfetta’ produrra’ i suoi effetti in maniera piu’ prorompente. Raddoppieranno i flussi migratori con 400 milioni di persone che si sposteranno dai loro paesi per sfuggire alla poverta’. Il disastro ambientale e la crescita demografica metteranno il mondo di fronte alla sfida decisiva, i problemi verranno definitivamente al pettine e solo se si prenderanno le scelte giuste nel 2050 si potra’ tirare un sospiro di sollievo. Non aspirano certo a diventare veggenti, Gianluca Comin, direttore delle relazioni esterne di Enel, e Donato Speroni, ex vicedirettore del ‘Mondo’, anzi sono consapevoli della difficolta’ di immaginare un mondo in continuo cambiamento grazie alle tecnologie.

Questa la nota diffusa dal SIR - Quando l’ignoranza prende il microfono per diffondere il suo messaggio è doveroso replicare, seppur con serenità e rispetto delle persone, per amore della verità. Ieri sera, in apertura del Festival di Sanremo i giudizi di Adriano Celentano su due testate cattoliche nazionali da lui accusate di ipocrisia, di parlare di politica e non di Dio, sono stati la prova di un vuoto che è anche dentro di lui. Vuoto di conoscenza di ciò che le testate cattoliche professionalmente sono e vuoto di conoscenza del servizio che esse svolgono per la crescita umana, culturale e spirituale della società tutta. Un vuoto voluto, e quindi ancor più triste, perché a tutti è possibile conoscere e comprendere il ruolo laico dei media cattolici nel nostro Paese. È dunque più l’amarezza che il disappunto a prendere il sopravvento dopo quanto accaduto ieri sera sul palco di un teatro che, è bene ricordarlo, non è la realtà del vivere quotidiano. Ma il giorno dopo c’è, forse, da attendersi che a parole insensate, cioè impensate, seguano parole pensate e di scusa. Anche senza microfono.

Produzioni dal basso è una piattaforma internet indipendente, orizzontale e gratuita. Lo scopo di questa piattaforma è quello di offrire uno spazio a tutti coloro che vogliono proporre il proprio progetto attraverso il sistema delle produzioni dal basso. Per sistema delle produzioni dal basso si intende il metodo di raccolta fondi e finanziamenti attraverso una sottoscrizione popolare per la realizzazione di un progetto. In questo modo chi propone un progetto può quindi farsi una idea dell’interesse potenziale che può attirare la sua proposta e può coprire le spese per la produzione. Produzioni dal basso non percepisce percentuali per i progetti proposti, non acquisisce diritti sulle opere proposte, non stampa e non distribuisce nulla. Lo scopo di questo sito è proporre un metodo nuovo, discutere e ridiscutere l’autoproduzione. Per utlizzare questa piattaforma è sufficiente iscriversi, è semplice e non è vincolante. Per iscriversi basta inserire una mail valida e una password. Una volta iscritti è possibile proporre progetti e/o sottoscrivere e finanziare i progetti pubblicati.

Proprio oggi mi è capitato di riflettere sul futuro prossimo (o presente) dell’editoria e sul ruolo dei  nuovi media, a partire da twitter, ed ecco una new entry di peso come Giuliano Ferrara, da poche ore in twitter ( @ferrarailgrasso ) e con un’anticipazione molto interessante del suo editoriale di domani che potete leggere qui:

http://www.ilfoglio.it/soloqui/12091

e di cui riporto la conclusione dedicata al futuro on-line del Foglio:

E nel frattempo cerchiamo di definire, con alleati e interlocutori seri, una piattaforma di prodotti, fondata sui contenuti e l’identità del giornale che conoscete, ma diversificata, si spera divertente, sempre fondata sulle virtù ancora non contestate della parola, sebbene diffusa come per immagine, senza il supporto della carta e dei vecchi e nuovi metodi di stampa, in tempi e in forme tecnologiche cosiddette multimediali (i tablet, i computer, i telefonini e chissà che cos’altro ancora ci riserverà il futuro). Il problema è sempre lo stesso: ridurre i costi, aumentare i ricavi, produrre qualcosa che valga la pena di leggere. Da febbraio scatterà anche un aumento di prezzo. Ci aspettano almeno un paio d’anni non facili, nessuno ci aveva promesso un giardino di rose, intorno alla testata c’è un clima miracoloso e persistente di ribalda simpatia, che fa del nostro antimercato, della nostra nicchia, un motorino mica male per continuare la lunga passeggiata romantica, cominciata nel 1996, nelle nuove condizioni ambientali di crisi nera. Dovesse alla fine andare male, ciò che è umanamente possibile ma molto improbabile, ci diremo che nessuno aveva sperato che andasse bene tanto e tanto a lungo. Un saluto affettuoso e un grazie ai lettori del Foglio, del Foglio rosa del lunedì e del Foglio.it.

Il futuro incerto dell’informazione in Piemonte è affrontato oggi anche da Vco Azzurra TV:

L’informazione in Piemonte paga un prezzo altissimo

Come finirà è ancora difficile dirlo…certo è anche una sfida…

Negli anni Duemila l’economia civile ha creato più posti di lavoro dell’impresa tradizionale

«Qualunque imbecille può inventare e imporre tasse. L’abilità consiste nel ridurre le spese». Maffeo PANTALEONI (1857-1924)

La finanza continua il proprio gioco…

Continuano a salire gli spread nelle prime contrattazioni sui mercati finanziari europei. Gli spread tra i Btp e i Bund tedeschi tornano a sfondare la soglia dei 500 punti. Il differenziale ha toccato i 504,7 punti con un rendimento del 6,92%., Lo spread sui Bonos spagnoli sale a 468,6 e quello sui titoli francesi a 161,5. La Banca centrale europea starebbe acquistando sul mercato titoli di Stato italiani. Lo scrive l’agenzia Bloomberg, mentre lo spread del Btp decennale rispetto al bund tedesco si mantiene sopra i 500 punti base.