Appunti in rete

Difficile costruire un percorso strutturato quando saperi e competenze si incrociano, nel web e nella vita. Turismo, comunicazione, web 2.0, social network, vita pubblica ed amministrativa sono alcuni dei temi di questi appunti istantanei per i quali non ho scelto la forma - più impegnativa del blog - ma quella più immediata e felicemente destrutturata del tumblelog. Un modo per condividere creazioni, scoperte, esperienze, anche senza commentarle. Alcuni post sono ripresi da altri miei siti per cui non prestate troppa attenzione alla data. I principali temi affrontati:
  1. La mia agenda: incontri e convegni
  2. Turismo
  3. Comunicazione
  4. Web 2.0
  5. Ornavasso
  6. Società e impegno civile
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Care concittadine e cari concittadini,

celebriamo oggi la Festa della Repubblica, in un momento difficile non solo per la nostra comunità nazionale ed internazionale, ma anche per la nostra comunità locale.

Difficoltà e turbamenti che toccano ciascuno di noi, negli affetti, nelle aspettative per il futuro e nella preoccupazione per le giovani generazioni.

A questi comprensibili sentimenti, ai quali si unisce forte e condiviso il dolore e l’apprensione per le popolazioni colpite dal terremoto, si unisce un vivo desiderio  di solidarietà, fratellanza ed amicizia.

Sentimenti solidali che sono alla base della civile convivenza, sia nelle comunità più piccole, a partire da quella fondamentale ed insostituibile della famiglia, fino a quella nazionale – di cui oggi celebriamo l’anniversario della nascita della Repubblica, 66 anni fa.

Fu quella sicuramente una tappa fondamentale di un percorso di unità nazionale, di cui lo scorso anno abbiamo commemorato i 150 anni, un percorso segnato anche da peccati originari e debolezze che tutt’ora persistono – pensiamo ad esempio al forte apparato statale, burocratico e centralista – retaggio dell’ordinamento sardo-piemontese, che ancora oggi penalizza, in molti settori, le autonomie locali, le imprese, la società civile e la libertà di noi cittadini.

Che quello adottato non fosse l’unico modello possibile lo ha dimostrato non solo la storia ma ben prima anche il pensiero di molti filosofi, come ad esempio Antonio Rosmini, di cui oggi si rivaluta da più parti, e giustamente, la straordinaria modernità.

Riconosciamo con evidenza il ruolo della società civile e del diritto, che consiste nel rispetto della dignità delle persone, prima ancora che nell’autorità dello Stato, negli esempi di solidarietà, altruismo, partecipazione della comunità nazionale, attraverso il volontariato, la protezione civile, le forze dell’ordine, i gruppi spontanei di cittadini.

Nei momenti di emergenza ed anche nella crisi economica ed occupazionale emerge chiaramente la centralità della persona, il valore inestimabile della sua dignità che deve essere sostenuta, difesa e tutelata dallo Stato attraverso la società civile, che si esprime in forme sempre nuove e spesso sorprendenti, capaci di rispondere ai bisogni dell’uomo.

Centralità e dignità della persona che ci invitano, soprattutto oggi, ad uno stile di vita più sobrio ma non per questo meno entusiasmante o ricco di opportunità: attraversiamo una crisi di modelli artificiali, siano essi quelli dell’alta finanza, dei centri di potere, di una politica disgiunta dal bene comune, ai quali possiamo rispondere con l’indifferenza, la rassegnazione, la protesta oppure con l’impegno per il rinnovamento e il cambiamento.

Oggi celebriamo una Festa della Repubblica molto particolare, anche rispetto alle nostre consuetudini comunali.

Questa mattina, alla consueta cerimonia locale, abbiamo sostituito la partecipazione alla celebrazione provinciale del 2 giugno, a Verbania, con tutte le istituzioni ed i comuni del territorio: è un segnale di forte unità e di coesione tra società civile, amministrazioni pubbliche ed istituzioni.

Un segnale importante e una risposta alle forze disgreganti che vorrebbero indebolire non solo il nostro tessuto istituzionale, economico ed imprenditoriale ma soprattutto la determinazione delle persone, minando la fiducia verso il futuro che è la premessa di ogni durevole cambiamento. 

Celebriamo il 2 giugno in modo particolare anche perchè ci troviamo in questo luogo straordinario per la storia e per l’ambiente in compagnia del Coro Seo CAI di Domodossola: con loro voglio ringraziare l’Associazione Cori Piemontesi e il Gruppo Alpini di Ornavasso che hanno reso possibile quest’evento.

Quale migliore circostanza del canto corale per vivere un’esperienza di solidarietà, amicizia, unità, riscoprendo il nostro passato, la nostra storia in un ambiente così evocativo, che spazia dalle grandi montagne ai laghi luminosi della pianura?

Questo è il senso autentico di una festa unitaria, corale, aperta al futuro, questo è lo spirito con cui ci siamo proposti di vivere la celebrazione della Festa della Repubblica.

L’augurio è di accogliere nel proprio cuore un senso di maggiore serenità, da donare anche a chi in questi momenti vive la tragica perdita di un affetto, la precarietà della propria casa o del proprio lavoro: sentiamoci tutti parte di una stessa grande famiglia.

Viva l’Italia!

IL SINDACO

dott. Antonio Longo Dorni

Guardate cosa scrive sul NY Times il Premio Nobel Paul Krugman, sull’imminente crollo dell’euro nel giro di pochi mesi:

Some of us have been talking it over, and here’s what we think the end game looks like:

1. Greek euro exit, very possibly next month.

2. Huge withdrawals from Spanish and Italian banks, as depositors try to move their money to Germany.

3a. Maybe, just possibly, de facto controls, with banks forbidden to transfer deposits out of country and limits on cash withdrawals.

3b. Alternatively, or maybe in tandem, huge draws on ECB credit to keep the banks from collapsing.

4a. Germany has a choice. Accept huge indirect public claims on Italy and Spain, plus a drastic revision of strategy — basically, to give Spain in particular any hope you need both guarantees on its debt to hold borrowing costs down and a higher eurozone inflation target to make relative price adjustment possible; or:

4b. End of the euro.

And we’re talking about months, not years, for this to play out.

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Qualcuno di noi ne ha parlato, ed ecco come la pensiamo su come finirà questo gioco:


1. Uscita della Grecia dall’ Euro, molto probabilmente il mese prossimo.

2. Enormi ritiri di denaro dalle banche spagnole e italiane, perché i correntisti cercheranno di spostare i loro soldi in Germania.

3a - Forse, solo una possibilità, controlli de facto, con il divieto alle banche di trasferire i depositi fuori dal paese e limiti sui prelievi di contanti.

3b. In alternativa, o forse insieme, enorme richieste di credito alla BCE per evitare che le banche crollino.

4a. La Germania può scegliere:
Accettare il perdurare di enormi debiti pubblici di Italia e Spagna, oltre a una drastica revisione della strategia – essenzialmente per dare alla Spagna, in particolare, una speranza di mantenere bassi i tassi di interessi per garantire il contenimento del suo debito e un obiettivo di inflazione della zona euro più alto per fare in modo che i prezzi si riallineino.

4b. Fine dell’euro.

E parliamo di mesi, non di anni, per vedere la fine di questo gioco.

Paul Krugman
Fonte: http://krugman.blogs.nytimes.com


Pubblico la lettera dell’Anci, Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, sull’IMU, imposta che di municipale ha solo il nome ed è l’ennesimo balzello di uno stato sempre più centralista, che - composto da tecnici ricorre ad altri tecnici (!), sorretto dai poteri forti della finanza dovrebbe rimediare ai guasti prodotti dalla finanza stessa… il tutto ovviamente senza toccare gli interessi di banche, finanzieri, grandi patrimoni, ma tassando cittadini, pensionati, lavoratori dipendenti, casa, benzina… come in Italia del resto è sempre avvenuto… Nulla per la famiglia, l’occupazione giovanile, il rilancio economico… Già fui molto critico quando il Governo Berlusconi mise in difficoltà i comuni togliendo l’ICI, ora l’IMU è decisamente peggio: più onerosa per i cittadini e non vantaggiosa per i comuni. Forse è ora che a tutti i livelli si comprenda che il sistema delle autonomie locali è il punto di forza della nostra nazione e che i comuni hanno fatto grande l’Italia fin dall’epoca medievale e ben prima del governo centrale.

Cara Cittadina, caro Cittadino,

la manovra finanziaria del governo Monti ha introdotto un nuovo tributo: l’imposta patrimoniale sugli immobili (IMU), che sostituisce la vecchia imposta sugli immobili e vale più del doppio della vecchia ICI.

La nuova imposta è però “municipale” solo nel nome, perché – nonostante gli aumenti rispetto alla vecchia ICI – non porterà risorse aggiuntive nel bilancio del Tuo comune, anzi i Comuni, tenuto conto dei tagli alle risorse, avranno nel loro bilancio solo il 73% del gettito della vecchia ICI, nonostante il prelievo immobiliare ammonti ad oltre il doppio (il 133% rispetto all’ICI 2011).

Infatti, una buona parte del gettito è riservata allo Stato (oltre il 40% del totale previsto con l’applicazione delle aliquote di base indicate dalla legge) e inoltre i Comuni non possono ricevere più della vecchia ICI attraverso forme di compensazione con i trasferimenti statali.

I Comuni sono dunque costretti a richiedere ai propri cittadini un’imposta di molto superiore alla vecchia ICI, per sostenere il deficit pubblico in generale e senza che ciò comporti un centesimo in più per le proprie risorse. Per il 2012 quindi i Comuni perdono risorse per un ammontare del 27,2% della vecchia ICI, mentre il prelievo immobiliare complessivo è più del doppio rispetto a quello 2011 (aumenta del 133%). Oltre tutto, i governi attuale e precedente hanno deciso ulteriori tagli ai bilanci dei Comuni che nel solo 2012 è pari ad una riduzione del 18% delle risorse trasferite.

Di fatto, tutti i Comuni italiani, a seguito di questa macchinosa previsione si trovano ad affrontare una situazione di estrema difficoltà: lo Stato, che già negli anni precedenti ci aveva imposto pesanti sacrifici, con quest’ultima manovra sull’IMU, ha reso ancora più precari i bilanci locali e con essi la possibilità di continuare ad erogare servizi essenziali alla cittadinanza.

Siamo consapevoli della grave crisi che il Paese sta attraversando, non vogliamo sfuggire alle nostre responsabilità, né scaricarle su altri. Il nostro contatto quotidiano con i problemi reali dei cittadini, delle famiglie e delle categorie economiche ci porta ad affrontare sul campo molte delle complesse questioni che ostacolano la fuoriuscita dell’Italia da questa crisi drammatica. Tuttavia, i Comuni italiani, diversamente da altre pubbliche amministrazioni, hanno già dato un grande apporto al contenimento del debito, risultando negli ultimi dieci anni il settore pubblico più efficiente e meno “sprecone”.

Molti Comuni di fronte alla gravità della penuria di risorse dovranno ricorrere all’unico strumento a disposizione: la revisione delle aliquote dell’IMU e dell’addizionale comunale all’Irpef. Gli aumenti che in queste settimane sono in discussione presso molte Amministrazioni locali sono il risultato delle scelte governative che si sono aggiunte ai vincoli sui pagamenti e sull’assunzione di mutui per investimenti, impedendo la ripresa delle economie locali senza riguardo per la situazione effettiva del bilancio di ciascun Comune.

I Comuni che saranno costretti a dar corso ad ulteriori aumenti del prelievo fiscale, secondo principi di equità e di proporzionalità, lo faranno per sostenere servizi pubblici essenziali nella vita delle comunità locali, dagli asili nido alle scuole materne, dalle mense scolastiche ai trasporti pubblici, ai servizi per anziani.

È ora che il Governo si renda conto che la ripresa economica dell’Italia passa per la vicinanza dei Comuni italiani con i problemi dei cittadini e per la loro capacità di fare investimenti utili per le comunità che amministrano.

Nelle prossime settimane l’ANCI e tutti i Comuni si adopereranno per pubblicizzare le regole di calcolo dell’IMU e semplificare gli adempimenti cui sono chiamati tutti i possessori di immobili (abitazioni, uffici, negozi, e ogni tipo di fabbricato o terreno).

L’IMU include nella tassazione anche le abitazioni principali (quelle in cui il proprietario ha la sua dimora), che dal 2008 sono state escluse dall’ICI, e si calcolerà sulla base di valori imponibili che aumentano considerevolmente il prelievo.

Il prossimo 16 giugno scade il termine per il pagamento della prima rata dell’IMU ad aliquota di base, eventuali variazioni verranno prese in considerazione in occasione del conguaglio nel mese di dicembre.

Il Tuo Comune e l’ANCI continueranno ad operare con tutte le energie possibili per informare il contribuente e per assicurare un contatto diretto e continuativo tra il cittadino ed l’amministrazione comunale.

Ecco alcune risorse utili per l’incontro di domani, 3 maggio, sul tema “Volontariato e Social Network”:

Le risorse di google per il non-profit (almeno in questo rispecchia il suo motto di migliorare il mondo…non sodo di fare profitti…).

Un esempio di bella campagna video per il non profit: narrazione e testimonial.
I video sono utilizzati anche per alcune lezioni sulle organizzazioni del volontariato: guarda qui

Il marketing virale per le associazioni di volontariato può appoggiarsi a You tube, sull’esempio delle organizzazioni americane: ecco alcune idee

E’ lo stesso youtube ad offrire utili consigli per una campagna professionale ma con budget ridotti, anche attraverso il programma non profit di Youtube

Per chi volesse approfondire il web 2.0 per le organizzazioni non profit e le best practice delle charity statunitensi suggerisco questa bella tesi dell’Università Bicocca - condivisa (in stile 2.0) su slideshare.net.

Ovviamente parlando di social network non possiamo dimenticare  che Twitter, Facebook, Google Plus e novità come Instagram e Pinterest saranno i social network del 2012.

La presenza su questi network è fondamentale, con un’attenzione particolare per i  piccoli progetti emergenti web e mobile-based che hanno già richiamato moltissimi utenti come Instagram:la condivisione di immagini e contenuti multimediali sarà la tendenza emergente. Instagram è disponibile anche per Android se disponete di uno smartphone è semplicissimo: è sufficiente avere un account google, registrare nel proprio profilo il numero di telefono delle smartphone e collegarsi alla pagina dell’appicazione (gratuita) - l’applicazione verrà scaricata direttamente sullo smartphone e consentirà di elaborare e condividere immagini attraverso lo smartphone con gli amici dei social network. Se provate ad attivarlo vi stupirete di quanti vostri amici di facebook o di twitter già condividono le immagini attraverso quest’applicazione….

Secondo i dati di un rapporto elaborato da ContactLab per conto di Vita Consulting, con la partecipazione di 38 organizzazioni non profit italiane, tra le quali 10 dedite ad attività di cooperazione nei paesi del Sud del mondo, il 54% degli intervistati si informa sulle attività delle onlus che sostengono tramite il loro sito web.

Il 62% chiede trasparenza e apertura alla partecipazione degli utenti attraverso la realizzazione di una sezione loro dedicata per seguire da vicino lo sviluppo dei progetti. La newsletter rimane al secondo posto come fonte di informazioni sulle attività delle onlus (40%) e prevale la percentuale di chi non gradisce più ricevere materiale cartaceo (il 68% degli intervistati).

Un altro aspetto particolarmente rilevante per le Organizzazioni di Volontariato è la raccolta fondi: un sistema molto semplice è rappresentato da Paypal, di cui qui trovate una sintetica guida per il non profit

Tra le piattaforme web per creare community per il non profit mi piace ricordare Ning, già menzionato in questo blog: ecco alcuni esempi

Da questi brevi cenni si può intuire quante siano le potenzialità - in gran parte ancora poco sfruttate dalle OdV italiane - offerte dalla rete e dai social network in particolare per il non-profit. Fondamentale come sempre sono la trasparenza, la capacità di ascolto e collaborazione e la rapidità.

Il privato a finalità pubblica non è né un’utopia né un arcano, ma fa parte della nostra storia italiana. Una grande storia che è sopravissuta all’idea di Stato come fattore totalizzante del bene comune e all’idea di mercato che si voleva regolatore naturale. Se davvero chi ci governa ha a cuore la crescita non può che ripartire da qui. Augurandoci che il decreto promesso non ingeneri l’ennesimo e costoso pasticcio e auspicando che un più di conoscenza, non solo teorica ma anche giuridica, eviti di guardare al non profit in maniera assolutamente anacronistica e contraria a qualsiasi approccio di tipo economico e produttivo. Se la mentalità non fosse questa, non potremo che assistere a una sorta di strangolamento progressivo dei soggetti di economia civile nel nostro Paese, e a un immobilismo del Terzo settore produttivo (che si occupi di scuola, cultura, assistenza o ambiente) perché questo sarà il frutto di una visione che non tiene conto del fatto che un’attività non può continuare se non vengono effettuati investimenti.  Che poi questo arrivi dai bocconiani al Governo sembra un paradosso.

Un lungo iter, senza posti convenzionabili con l’ASL, con risorse e investitori ancora da individuare…mah… consolidare l’esistente, con un ampliamento ad esempio della Casa dell’Anziano di Ornavasso, come più volte proposto, anche alla precedente amministrazione, con posti già autorizzati e area disponibile? In bocca al lupo!